giovedì 21 aprile 2016

Come gli obiettivi influenzano la prestazione



Il goal setting rappresenta una meta che ci prefiggiamo per migliorare abilità o per apprendere nuove abilità.
Un corretto goal setting induce un miglioramento della prestazione, della concentrazione, della riduzione dell'ansia.

Gli obiettivi influenzano la prestazione, come nei seguenti casi:

a) Dirigendo l'attenzione e l'azione su aspetti importanti del compito.
b) Aiutando ad attivare e modulare un impegno adeguato.
c) Agendo non solo sullo sfondo immediato anche sulla persistenza.
d) Sollecitando spesso lo sviluppo e l'impegno di nuove strategie di apprendimento e/o di risoluzione del compito.

Nel goal setting, 4 aspetti influiscono positivamente:

1° Obiettivi difficili
2° Obiettivi chiari formulati in maniera chiara e dettagliata
3° Fornire feedback sul risultato conseguito (rinforzi di natura psicologica tipo bene, bravo, ecc.)
4° La partecipazione attiva del soggetto o del gruppo alla scelta degli obiettivi conduce a risultati migliori.

Oltre ad agire in termini motivazionali, la consapevolezza dei propri obiettivi produce ulteriori benedici:

- aiuta a migliorare la prestazione e la qualità dell'allenamento.
- accresce motivazione intrinseca al successo, soddisfazione e fiducia nelle capacità personali (aumenta l'autostima cioè l'intima convinzione di essere in grado di realizzare qualcosa)
- contribuisce inoltre a rendere l'allenamento più stimolante esplicitando le aspettative.

Quali sono le regole per formulare degli obiettivi?

1° Porre, mete di prestazione e non di risultato, la prestazione è sotto il controllo dell'individuo, il risultato non è sotto il nostro controllo ma è imponderabile.
(es. vincere la maratone è un obiettivo di risultato, ma riuscire a correre al ritmo di 3' al km è un obiettivo di prestazione).
Può capitare infatti di perdere pur avendo lavorato bene.
In questo caso o la scelta degli obiettivi è stata corretta o è stata corretta ma si è caduti nell'imponderabile.
Non bisogna abbattersi, occorre valutare bene la prestazione.

2° Stabilire mete stimolanti, non semplici.
3° Fissare mete realistiche.
4° Stabilire mete specifiche, non generiche.
5° Dare la preferenza a mete a breve o a medio termine, quelle a lungo termine spesso sono vaghe.
6° Stabilire delle mete di squadra solo se le mete individuali sono ben chiare.
7° Formulare obiettivi in termini positivi (es. aumentare la percentuale di servizi riusciti nel tennis).
8° Progettare strategie di lavoro.

La prestazione dipende esclusivamente dall'individuo, il risultato invece dipende dall'avversario.
La capacità di resistere alle frustrazione è importante per la prestazione sportiva.

venerdì 15 aprile 2016

Collaborazione con GPEXE




Ho il piacere di informarvi che da oggi collaboro con GPEXE, lo strumento più evoluto al mondo per monitorare la prestazione degli atleti negli sport individuali e di squadra.
Oltre a visualizzare i dati consueti di velocità e fc, valuta anche la:

  1. Potenza Metabolica
  2. Potenza Meccanica
  3. Accelerazioni e Decelarazioni
  4. Potenza Aerobica
  5. Spesa energetica in accelerazione e decelerazione
molto altro ancora.
Tutto ciò è possibile perché i dati, vengono registrati fino a 20 volte al secondo, a differenza dei classici strumenti che registrano 1 volta al secondo.
E' uno strumento innovativo e decisivo per chi si allena con metodo e professionalità.

lunedì 11 aprile 2016

La Favola Leicester

La lettera di Ranieri: “All’inizio prendevamo troppi gol, poi in pizzeria è cambiato tutto. Siamo l’esempio per tutti i giovani calciatori, ai tifosi dico di sognare…”

Sul sito americano Theplayerstribune.com è stata pubblicata una lettera scritta da Claudio Ranieri. Il tecnico dei Leicester ha raccontato la nascita del miracolo e la promessa di fine stagione…
Ecco il testo:
“Mi ricordo il primo incontro col presidente quando sono arrivato al Leicester quest’estate. Si è seduto con me e ha detto: “Claudio, questo è un anno importante per il club. È importante per noi rimanere in Premier League, dobbiamo salvarci”. La mia risposta fu, “Ok, certo. Lavoreremo duramente sul campo di allenamento e proveremo a farcela”.
Quaranta punti. Questo era l’obiettivo. Questa era il totale di cui avevamo bisogno per restare in prima divisione, per dare ai nostri tifosi un altro anno in Premier League. Tornando indietro, non non avrei mai immaginato che il 4 aprile avrei aperto il giornale e visto il Leicester primo in classifica con 69 punti. L’anno scorso, nello stesso giorno, il club era in fondo alla classifica. Incredibile.
Ho 64 anni, per cui non esco molto. Mia moglie è con me da 40 anni, così nei giorni liberi, cerco di stare vicino a lei. Usciamo al lago a casa nostra, o se ci sentiamo avventurieri guardiamo un film. Ma alla fine, ascolto il frastuono da tutto il mondo. È impossibile da ignorare. Ho saputo che abbiamo nuovi tifosi in America che ci seguono.
A voi dico: Benvenuti al club, siamo felici di avervi con noi. Voglio che voi amiate il modo in cui giochiamo a calcio, e voglio che voi amiate i miei giocatori, perché il loro percorso è incredibile. Forse avete sentito i loro nomi solo ora. Giocatori che erano considerati troppo piccoli o lenti per altri grandi club. Kantè, Vardy, Morgan, Drinkwater, Mahrez. Quando sono arrivato il mio primo giorno di allenamento e ho visto la qualità di questi giocatori, ho capito quanto bravi sarebbero potuti essere.
Ebbene, sapevo che avevamo la possibilità di rimanere in Premier.Kantè, per esempio, correva sempre così tanto che pensavo avesse un sacchetto di batterie nascosto nei pantaloncini. Non smette mai di correre in allenamento. Ho dovuto dirglielo: “Hey, N’Golo, piano, vai piano. Non inseguire il pallone ogni volta, ok?” E mi dice: “Sì capo, sì. Ok”. Dieci secondi dopo lo guardo e sta correndo ancora. Gli dico: “Un giorno ti vedrò crossare il pallone e colpirlo di testa sempre da te stesso”. È incredibile, ma non è la sola chiave: ci sono molte chiavi da nominare in questa stagione incredibile.
Vardy, ad esempio. Non è un calciatore, ma un cavallo fantastico. Ha bisogno di essere libero in campo. Gli dico sempre: “Sei libero di andar dove vuoi, ma ci devi aiutare quando perdiamo palla. È tutto ciò che ti chiedo. Se inizi a pressare, i tuoi compagni ti seguiranno”.
vardy
Nelle prime nove partite abbiamo vinto, ma prendevamo troppi gol ed ero preoccupato. Prima di ogni partita, chiedevo sempre ai ragazzi di non prenderne. Non è successo e ho cercato altre motivazioni. Prima della partita contro il Crystal Palace ho promesso loro una pizza. Ovviamente, non hanno preso gol. Perciò li ho portati in una pizzeria in piazza, ma ho preparato una sorpresa, avrebbero dovuto cucinarsi la loro pizza. Perciò siamo andati in cucina e abbiamo lavorato, ma era davvero buona. Dopo quella volta, abbiamo giocato 12 partite senza subire gol. Non penso sia una coincidenza.
Ci mancano sei partite. Dobbiamo continuare a lottare col cuore e con l’anima. Siamo un piccolo club che sta mostrando al mondo cosa si può raggiungere con lo spirito di squadra e la motivazione. 26 giocatori, 26 cervelli diversi, ma un solo cuore.
Pochi anni fa molti miei giocatori giocavano in leghe più basse. Vardy lavorava in fabbrica, Kantè e Mahrez erano nella terza e quarta divisione francese. Ora lottiamo per il titolo. I tifosi che incontro per strada mi dicono che stanno sognando. Io dico “Voi sognate per noi, noi non sogniamo, noi lavoriamo duro”. Non importa cosa succederà alla fine, penso che la mostra storia è importante per tutti i tifosi di calcio del mondo. Dà speranza a tutti i giovani giocatori là fuori che si sono sentiti dire di non essere abbastanza bravi.
Possono dirsi: “Come arrivo al top? Se Vardy e Kantè lo possono fare, posso anch’io”. Cosa gli serve? Un grande contratto o un grande nome? No. Bisogna tenere la mente aperta, così come il cuore, una batteria carica e correre liberi. Chissà, forse a fine stagione, faremo due feste a base di pizza”.